Il Giullare – Mio figlio dipende da me

Buongiorno,
sono Daniela, ho un figlio di 5 anni, che in questo momento sembra molto timido e introverso.
Vorrebbe stare sempre insieme a me,  preferendo la mia compagnia a quella dei suoi pari.
La sera vuole sempre dormire con me nel lettone, costringendo mio marito ad andare a dormire sul divano.
E’ troppo legato a me e ciò non gli permette di viversi i suoi momenti di socializzazione ma io non so cosa fare,
mi dispiace vederlo così pertanto accontento ogni sua richiesta.
Io, nello stesso tempo, faccio molta fatica a lasciarlo per dedicarmi al mio lavoro e a mio marito.
La situazione si protrae ormai da diverso tempo e io non so più come comportarmi.
Chiedo un vostro aiuto rispetto a come gestire questa situazione.

 

Cara Daniela,
diventare genitori rappresenta un momento particolarmente felice ma al contempo delicato, ricco di cambiamenti, stravolgimenti e momenti che possono essere vissuti come delle vere e proprie crsi, proprio come questo. Se da un lato al termine crisi si tende a dare un accezione negativa, allo stesso tempo la crisi può rappresentare un “momento svolta”estremamente importante e utile per un possibile cambiamento nel sistema famiglia. Spesso infatti i legami di attaccamento instaurati con i figli possono rispecchiare “copioni”, ovvero modalità ripetute nel tempo, già sperimentate nel nostro essere, oltre che genitori, anche figli. Può accadere quindi che ci sia la tendenza a mettere in atto comportamenti spesso inconsapevoli e sperimentati, tali da infonderci un senso di sicurezza oltre a placare le nostre piccole e grandi ansie da genitori. Il problema può insorgere nel momento in cui, nell’intento di proteggere e prendersi cura dei nostri bambini, impediamo loro di viversi i naturali momenti di esplorazione del mondo esterno/ socializzazione, invece di essere una base sicura, da cui il bambino si possa affacciare nell’ambiente e a cui possa ritornare sapendo che sarà accolto, nutrito, rassicurato. Il senso di sé e l’autostima si costruiscono infatti grazie anche e soprattutto tale relazione di attaccamento primaria. E’ dal primo sguardo che la madre posa sul bambino che lo stesso imparerà a riconoscere in quegli occhi serenità e accoglienza oppure ansia, diniego e rifiuto. E’ importante, prima di tutto, riuscire a cogliere se si tratta di segnali di un particolare disagio del bambino, legato allo stile di attaccamento instaurato oppure se con semplice regole, queste difficoltà si placano. Ad esempio, per quanto riguardo il momento del sonno, può essere utile creare un “rito” da ripetere tutte le sere nel suo lettino in cui, sia lei che suo marito, potete raccontargli una favola o cantargli una canzone in modo da indurre nel bambino un maggior senso di sicurezza e tranquillità. Se la routine viene rispettata è possibile raggiungere in breve tempo una maggiore serenità nel gestire il momento del sonno. Infine, la saluto con il dono di una citazione che io amo particolarmente “Compito dei genitori è donare due cose ai figli: le radici e le ali”.

Vi ricordiamo che sono in programma presso l’Istituto Psicoumanitas i seguenti eventi: Gruppo di Incontro “Stringimi forte. Relazioni che scaldano Relazioni che soffocano” Una serata dedicata al modo in cui prendiamo cura di noi stessi e degli altri Martedì 25 giugno, 20.00-23.00, presso “Centro Melos”, Via dei Macelli 11, Pistoia, Seminario gratuito rivolto a psicologi e medici “Assessment Collaborativo: MMPI¬2 e Rorschach, dalla somministrazione alla diagnosi nel contesto terapeutico” Durante tale occasione si offrirà la possibilità di partecipare a un intero week¬end didattico della Scuola e si forniranno informazioni sui corsi 6/7 Luglio, 10.00¬18.30, presso “Centro Melos” , Via dei Macelli 11, Pistoia.

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