violenza sulle donne

In Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, ci dicono i dati Istat e del Viminale che riportano un altro dato avvilente.
Le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni
Il pericolo per le donne è la strada, la notte, ma lo è molto di più la normalità. Se nel consolante immaginario collettivo la violenza è quella del bruto appostato nella strada buia, le statistiche ci rimandano a una verità molto più brutale: che la violenza sta in casa, nella coppia, nella famiglia, solida o dissestata, borghese o povera, “si confonde con gli affetti, si annida là dove il potere maschile è sempre stato considerato naturale.
Le tipologie di violenza subite dalle donne sono molteplici:
-Violenza fisica: va dalle forme più lievi a quelle più gravi; si intende la minaccia, per una donna, di essere colpita fisicamente, di essere spinta, strattonata, presa a schiaffi, calci, pugni, colpita con un oggetto, ustionata o minacciata con le armi
-Violenza sessuale: comprende stupro, tentato stupro, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle possibili conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti, induzione alla prostituzione;
-Violenza psicologica: ha varie forme, e spesso molte donne faticano a rendersi conto di essere vittime di una forma di violenza: ne fanno parte, tra le altre, le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le intimidazioni, le limitazioni economiche imposte dal partner e le strategie di isolamento.
-Il fenomeno dello “stalking” di cui si è molto parlato negli ultimi mesi, è in realtà strettamente connesso al tema della violenza psicologica. Si tratta di comportamenti persecutori ai danni delle donne (e sono due milioni e 77mila quelle che in Italia hanno subito tali forme di violenza) da parte dei partner al momento della separazione o in seguito ad essa. Il 68,5% dei partner cerca insistentemente di parlare con contro la loro volontà; il 61,8% chiede ripetutamente appuntamenti per incontrarle; il 57% le aspetta fuori casa, o a scuola, o al lavoro; il 55,4% invia loro messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati; il 40,8% le segue o le spia; l’11%, infine, adotta altre strategie. Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner precedente ha subito anche lo stalking.
-La tratta delle donne: è un fenomeno che in Europa sta progressivamente aumentando, tanto da porsi al terzo posto nelle attività criminali dopo il traffico di droga e quello d’armi. Essa, quale nuova forma di schiavitù, va contro i principi base del diritto e della democrazia costituendo una grave violazione dei diritti umani e quindi dovrebbe essere considerata un crimine contro l’umanità. Il fenomeno, che prevede nel 78% dei casi sfruttamento sessuale, interessa anche donne molto giovani ed è strettamente collegato con la prostituzione e con le altre forme più nascoste di sfruttamento, come i matrimoni su catalogo promossi su internet o il turismo sessuale
Il vero problema è che le vittime restano quasi sempre in silenzio: il 96% delle violenze subite da un non partner e il 93% di quelle subite dal proprio compagno, infatti, non sono denunciate. Non crediamo serva aggiungere commenti a questa amarissima realtà
LE CONSEGUENZE DELLA VIOLENZA:
Le donne che hanno subito violenze (specialmente dai propri partner), in quasi la metà dei casi soffrono, a seguito di esse, di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,9%), disturbi del sonno (41,5%), ansia (37,4%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (24,3%), dolori ricorrenti in diverse parti del corpo (18,5%), difficoltà a gestire i propri figli (14,3%), idee di suicidio e autolesionismo (12,3%). 
IL NOSTRO STUDIO DI PSICOLOGIA CLINICA, grazie al lavoro di figure professionali esperte, offre alle donne vittime di violenza e sfruttamento:
-Ascolto e accoglienza
-Consulenza e sostegno psicologico
-Psicoterapia
-Accesso ai servizi territoriali
- Consulenza legale
-Gruppi di auto-mutuo-aiuto
-Perizie su minori e psicoterapia infantile

