La Bambina e l’Altalena
Vania era una bambina dolcissima e sensibile, con due profondi occhi nei quali era racchiuso il suo grande desiderio di esplorare il mondo. Era timida ed introversa, tutto ciò che più desiderava era sentirsi amata e accettata. Si sentiva sola in quella famiglia silenziosa e giudicante. Avrebbe voluto essere ascoltata, ma le parole rimanevano chiuse nello scrigno della paura. Non riusciva ad esternare i suoi pensieri per timore di sbagliare e quindi, di essere rifiutata. Amava tantissimo le coccole, avrebbe scalato la montagna più ardua se solo fosse stata sicura che lassù qualcuno l’avrebbe accarezzata e tenuta stretta tra le braccia. Allora…si rifugiava nel sogno…paesaggi fiabeschi dove ignari fanciulli incontravano i personaggi più strani, paesaggi incredibili da attraversare, ma alla fine, dopo tanta fatica, c’era la fata buona che la ricompensava del lungo travaglio. Vania era una sognatrice, avrebbe voluto essere un pittore per impregnare la sua vita di arlecchinesche pennellate. L’androne era il suo rifugio misterioso e oscuro dove la fantasia si nutriva. Ma, quando il sole illuminava la montagna dove era ubicata la sua casa, Vania correva nel prato scosceso dove si ergeva maestoso un grande castagno con la chioma ricca di frutti. Era lì per proteggere la sua infanzia tradita. Legata al suo ramo l’altalena!!! Che emozione!!! A Vania sembrava di volare, non vedeva il pericolo. Se fosse caduta si sarebbe fatta molto male, infatti il castagno affondava le sue radici su un ripido pendio, ma niente la spaventava, nell’anticamera della sua mente non c’era il minimo pensiero che potesse distoglierla dal salire sull’altalena. Volava davvero, così forte che le sembrava di toccare il campanile della piccola chiesa situata sul monte di fronte. Era lontano, eppure, quando la fune la faceva vibrare nell’aria, sembrava così vicino da sfiorarlo con le dita. Sogno o realtà? L’altalena le faceva provare emozioni proibite. Era libera. Lì nessuno poteva toccarla, invadere il suo spazio. Sola, eppure felice, la gioia colorava il suo volto, poteva sconfiggere le paure più nascoste. Il sole filtrava tra i rami del castagno e indorava i ricci pungenti. Si sentiva sorretta, leggera come una piuma, accarezzata da un vento leggero, immaginava la vita piena di esperienze meravigliose, ancora non sapeva quanto dolore avrebbe dovuto sopportare o, forse, già ne era consapevole.
