Amore a un metro di distanza. Quando torneremo ad avvicinarci

“Il sentimento dell’amore è un sentimento ricco,

ma l’espressione dell’amore in parole ed azioni

è una gioia immensa”

Alexander Lowen.

 

RELAZIONI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

 

Questo periodo di quarantena ci ha costretto a fare i conti con importanti cambiamenti. Tanti si sono trovati ad affrontare un brusco arresto nelle proprie attività, costringendoli a fare i conti con un tempo che non si erano mai ritrovati ad avere. Molti aspetti della vita quotidiana hanno risentito di questo, molte dimensioni sono state messe in discussione e riviste.

Le relazioni affettive sono un aspetto molto importante della nostra vita che è stato toccato in modo drastico dalla pandemia apportando diversi e diversificati cambiamenti.

Sono cambiate indubbiamente le modalità di relazione. Prima della pandemia infatti le persone si incontravano spesso per caso nei luoghi di ritrovo, a lavoro, per la strada, sui mezzi pubblici, nei parchi. Adesso invece tutto passa attraverso mezzi telematici e questo, oltre a cambiare la forma dell’incontro, presuppone che ogni singolo contatto debba essere intenzionale, presuppone la volontà di incontrarsi. Questo ha portato alcune persone a sentirsi non scelti dagli altri, costretti dunque a fare i conti con un grande senso di solitudine, spesso inaspettato e improvviso; ha portate altre persone a sorprendersi del contrario, ristabilendo o consolidando contatti con persone lontane.

Oltre a questo, molti si sono trovati a condividere spazi diversi e tempi dilatati nelle proprie case, con i propri familiari. Spazi ristretti e molto tempo a disposizione. Questo spesso ha modificato le relazioni all’interno delle pareti domestiche: ci sono famiglie apparentemente stabili che, passando molto tempo fuori casa, distanti gli uni dagli altri, non hanno mai avuto la possibilità di sperimentare la forza dei loro legami e, cambiando gli equilibri, avendo più tempo a disposizione insieme, sono state costrette a rivedere le proprie dinamiche, mettendole in discussione; altre famiglie che invece hanno avuto la possibilità di riscoprirsi, altre ancora già in crisi prima della quarantena che hanno finito per lacerarsi completamente.

Ci sono poi coppie costrette ad una grande distanza, da ormai diverso tempo. La deprivazione di contatto, unita al tempo a propria disposizione, può aver portato le persone ad assopire il desiderio dell’altro oppure ad aumentare il desiderio verso questo.

Come quando non mangiamo da molto tempo un cibo che ci piace tanto, o come quando, in modo molto più potente, l’astinenza da sostanze aumenta il desiderio di assumerle, così anche nelle relazioni può accadere lo stesso. E il lungo periodo di isolamento sociale che stiamo vivendo può aumentare molto e addirittura esasperare il desiderio dell’altro.

E ancora, si pensi a quelle coppie che stavano cominciando ad esistere ma che ancora non avevano una forma o un’esperienza insieme, coppie che potrebbero esistere o coppie sarebbero potute esistere. Si può trovare tanto movimento emotivo in questa tensione che il tempo e lo spazio hanno contribuito a creare, sono nate tante immagini di fantasia e fantasticheria su ciò che sarebbe potuto succedere o ciò che potrà succedere quando ci potremo riavvicinare.

Cosa succederà dunque quando avremo la possibilità di incontrarci di nuovo?

Ci potremo fidare delle nostre sensazioni? O ci dovremmo porre il dubbio che queste possano essere amplificate o assopite dalla duratura lontananza, dalle fantasie e dalle tensioni? Come ci potremo fidare di nuovo delle nostre emozioni?

 

 

FIDARSI, AFFIDARSI: UN CAMMINO DI CONSAPEVOLEZZA

Per prepararsi ad incontrarci di nuovo, vi proponiamo di iniziare a muovere dei passi consapevoli rispetto alle proprie emozioni, per avvicinarsi di nuovo a queste con fiducia.

La consapevolezza di sé e della propria identità, con i suoi processi e i suoi schemi, ci permette di camminare nel mondo in modo autentico e ci consente di fidarsi ed affidarsi alle nostre emozioni.

Il concetto che abbiamo di noi stessi inizia a crearsi già dai primi mesi di vita, a partire dalle prime relazioni. Costruiamo le prime percezioni di noi dal modo in cui gli altri ci percepiscono e dal modo in cui ci percepiamo nel rapporto con gli altri. Prendere contatto con queste percezioni e con le emozioni che da queste scaturiscono, ovvero promuovere l’autoconsapevolezza, può essere di grande aiuto nel discernere tra le emozioni autentiche e quelle invece amplificate quando vi ritroverete con i vostri affetti o vi separerete dalle persone con cui avete passato questo tempo.

Per aiutarvi a raggiungere questa autoconsapevolezza provate a prendere uno spazio per voi, e provate a chiedervi:

Quali emozioni ho contattato in questo periodo?

Prendetevi qualche istante, respirate profondamente e lentamente, come se la vostra pancia fosse un palloncino che si gonfia e si sgonfia, in modo naturale, senza forzature. Provate così a prendere contatto con quelle emozioni e provate ancora a chiedervi:

Dove le ho sentite? E dove le sento adesso che le sto contattando nuovamente?

Chiedetevi ancora:

Cosa sapevo di me e cosa invece ho scoperto in questo periodo?

Provate a prendervi ancora del tempo per respirare dentro a queste sensazioni. E ancora:

Cosa porto di me all’interno delle mie relazioni? Cosa mi piacerebbe portare ulteriormente e cosa invece voglio lasciare andare?

Soffermatevi su queste domande, prendetevi del tempo prezioso da dedicare loro e da dedicare a voi stessi, con fiducia e autenticità.

La consapevolezza delle vostre emozioni e di ciò che vi accompagna nelle vostre relazioni potrà essere un valido strumento per potervi affidare alla guida di sensazioni sincere.

 

STUDIO NAPOLI

Dott.ssa Pieraccini Giulia

Dott.ssa Rogai Lisa

Dott. Pucci Damiano

Dott.ssa Simonini Samanta

Dott.ssa Tommasi Clarissa

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

Goleman, D. (1995). Intelligenza emotiva. Rizzoli: Milano

 

Napoli, L. (2019). Quaderno fantasie guidate. Potenziale creativo e consapevolezza psicocorporea. Alpes: Roma.

 

Napoli L. (2015), Traditi dal cuore: quando l’amore diventa dipendenza affettiva. Alpes, Roma.

 

Lowen, A. (1989). Amore sesso e cuore. Astrolabio: Roma

 

Tajfel, H. (1981). Human groups and social categories. Cambridge University Press

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Apri la chat
Scrivici qui