Tradirsi: le emozioni e l’immagine nell’approccio bioenergetico

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Si parla spesso del ruolo dell’immagine nella società contemporanea, ma quali sono le implicazioni per l’individuo?

In questo articolo esploreremo alcuni aspetti psicologici che si sono sempre più diffusi a partire da mutamenti socioculturali in atto da diversi decenni, in particolare attraverso il contributo di Alexander Lowen, padre dell’analisi bioenergetica.

Immagini e conformismo emozionale

 

Il benessere, mai sperimentato in precedenza per intensità e diffusione, del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, ha promosso la nascita di quella che sarà definita società dei consumi: (quasi) tutti potevano permettersi (quasi) ogni lusso, cioè beni “superflui”, non necessari per soddisfare bisogni fondamentali. I mutamenti economici e sociali che hanno accompagnato questa rivoluzione si sono imposti anche a livello culturale: specchio del nuovo modello consumistico è l’Homo Consumens (Bauman, 2007) e la televisione ne è il simbolo. L’avvento di questa nuova tecnologia permise a numerosissime persone di partecipare contemporaneamente ad eventi nel momento stesso in cui si svolgevano, basti pensare allo sbarco sulla Luna, aumentando notevolmente i ritmi della società, soppiantando con l’immagine le parole come mezzo di comunicazione e promuovendo il conformismo individuale alle emozioni della società di massa.

 

Società narcisistica: l’approccio bioenergetico sul culto dell’immagine

 

La bioenergetica, approccio psicoterapeutico di matrice psicoanalitica, trova le sue radici nell’idea che ogni persona è il proprio corpo: è lo studio della personalità dal punto di vista dei processi corporei, in una logica integrata che supera il dualismo mente-corpo.

Lowen, padre della bioenergetica, intendeva con ciò che le emozioni e i sentimenti sperimentati nelle esperienze di vita, assommandosi, strutturino la personalità e vengano registrati nel corpo.

La possibilità di entrare in contatto con le diverse emozioni, esperienze ed aspetti della propria personalità in modo fluido rappresenta un indicatore del benessere dell’individuo, che mostra, cioè una personalità integrata.

Quando invece sentiamo persistentemente la necessità di reprimere o negare vissuti ed emozioni ad essi connessi questi non saranno più percepiti, al prezzo, però, di creare una traccia nel nostro corpo, identificabile in innaturali tensioni croniche, con correlati psicologici, che limitano la nostra possibilità di sentire, agire ed interagire nell’ambiente (Lowen, 1983).

Lowen (1985) propose l’ipotesi che un esagerato investimento nella propria immagine a spese del proprio vissuto emozionale reale sia caratteristico di individui in una società in cui il successo ed il potere siano divenuti superiori ai valori umani, una società narcisistica. Tuttavia, questa può realizzarsi solo con il disconoscimento dei processi psicocorporei, negando, cioè, i sentimenti in favore di un’apparenza ideale.

Quando, però, l’immagine competitiva e performante non è sostenuta dalla realtà oggettiva del vissuto emotivo dell’individuo la personalità diventa fortemente fragile e suscettibile di vissuti di inadeguatezza, che possono causare ansia e depressione e facilmente scivolare nell’isolamento, che risulta il mezzo più efficace, seppure causi sofferenza, per mantenere l’ideale di grandiosità, potere e successo, di essere “diversi”, “speciali”.

La paura sottesa è rappresentata dall’incontrare e ripercorrere la frustrazione, già sperimentata durante l’infanzia, che i propri bisogni vengano traditi.

L’unione, che si trasforma in un’ipercompensazione, di paura ed evitamento porta ad una mancanza di intimità, alimentando l’antica ferita in un circolo vizioso in cui progressivamente si riduce il contatto e la comprensione del sé reale e dell’altro.

Come imparare a riconciliarsi con la vulnerabilità e la paura del legame, potendo lentamente cedere al proprio reale bisogno tradito? Come poter abbandonare l’illusione di essere unici per sentirsi vicini a se stessi e agli altri?

L’approccio bioenergetico: fare per capire

 

L’analisi bioenergetica ribalta lo schema comprensione-azione, proponendo al paziente un modello di lavoro in cui dal corpo si arriva alla mente, facendo per poi comprendere.

Rigidità e tensioni croniche diminuiscono la vitalità dell’individuo e le sue possibilità di azione ed espansione nel mondo.

Il lavoro corporeo comprende particolari esercizi che possono migliorare la padronanza di se stessi e la propria autoconsapevolezza.

Esercizio base della bioenergetica è il Grounding: posizione eretta con i piedi paralleli distanti circa 25 cm, con le punte leggermente in dentro, le ginocchia lievemente piegate ed il ventre rilassato. Tale posizione attraverso il contatto dei piedi con il terreno permette all’individuo di sperimentare la propria modalità di “avere i piedi per terra”, cioè di contatto con la realtà o radicamento.

Avere grounding non corrisponde solo ad avere un buon equilibrio fisico, significa essere consapevoli, attenti ed internamente presenti a chi siamo nel “qui ed ora”.

 

In presenza di forte necessità di controllo ed autocontrollo che ci sospingono “a tenerci su” le spinte di connessione discendenti potrebbero farci esperire la paura di cadere: tuttavia ri-trovare le proprie radici rappresenta un processo fondamentale per riconnettersi ai propri bisogni ed al proprio vissuto emotivo per integrarlo nella propria storia.

Anche il cambiamento prevede e richiede qualcosa di simile: diminuire o lasciar andare il controllo, poiché non possiamo sapere con esattezza cosa accadrà, prima che si verifichi. A questo si ricollega la possibilità di andare oltre le proprie difese.

 

Quindi per usare le parole di Lowen: “il processo di grounding non è un compito facile”. Ci sono ansie profonde che lo ostacolano: la paura che se ci lasciamo andare non ci sarà nessuno a sostenerci ed il timore di non riuscire a risollevarci più. Chi apre il proprio cuore scopre rapidamente di non essere solo, ma per raggiungere questa apertura dell’essere dobbiamo superare le ansie legate al senso di solitudine e imparare che non hanno più rilevanza.

 

 

Bibliografia

 

Bauman, Z. (2007) “Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi”, Erickson, Trento.

Lowen, A. (1983) “Bioenergetica”, Feltrinelli, Milano.

Lowen, A. (1985) “Il narcisismo. L’identità rinnegata”, Feltrinelli, Milano.

Lowen, A., Lowen L. (1979) “Espansione ed integrazione del corpo in Bioenergetica. Manuale di esercizi pratici”, Astrolabio, Roma.

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