“Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi. Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle”.

Tiziano Terzani

 

Che cosa è il Training Autogeno?

È una tecnica di rilassamento psico-fisico, ma non solo, è anche un “metodo di cambiamento” che avviene in modo naturale, spontaneo.

Come il nome stesso indica, consiste in un allenamento (Training) che si genera da sè (Autogeno) e che quindi ognuno può apprendere e utilizzare autonomamente senza ulteriori intermediari.

Lo stato di rilassamento raggiunto con il T.A. è, a livello di onde cerebrali, assimilabile a quello della fase che precede il sonno, momento in cui l’individuo si trova a un livello di coscienza ottimale per quanto riguarda la possibilità di avere intuizioni, raggiungere maggiore lucidità, apprendere con facilità.

Per questo motivo, ha possibilità di applicazione in moltissimi campi. Dato che favorisce la distensione, l’autoinduzione della calma, la consapevolezza psico-corporea porta a un miglioramento nelle prestazioni lavorative, sportive, artistiche e nello studio.

Consente, inoltre, l’eliminazione o l’attenuazione di sintomi di origine psicosomatica (bruxismo, balbuzie, disturbi dell’alimentazione e della digestione…), di tipo doloroso, associati, ad esempio a reumatismi, infiammazioni, nevralgie, cefalee, sindromi premestruali, ma anche a disturbi del sonno e d’ansia.

Il training autogeno viene, inoltre, utilizzato nella preparazione al parto, nella riabilitazione  psicofisica del post-partum e anche come ausilio nell’affrontare le dipendenze da fumo, da alcool, nelle compulsioni.

 

Quando nasce il Training autogeno?

Questa tecnica nasce negli anni ’30 nel 1900 ad opera del medico psichiatra berlinese Schultz. Due sono i filoni esperienziali che conducono Schultz a formulare la sua tecnica: da una parte il movimento psicoanalitico e l’interesse per l’ipnosi, dall’altra il suo vissuto come medico negli ospedali militari.

Nelle sue ricerche egli comprende che i processi mentali possono provocare non solo modificazioni patologiche nell’organismo, ma anche cambiamenti positivi che contribuiscono a riportare armonia in funzioni organiche e psicologiche alterate. La sua tecnica viene sperimentata e ha un successo sempre più crescente, tanto da diventare una delle più conosciute e diffuse in tutto il mondo. In Italia è introdotta negli anni ’50.

 

Come viene utilizzato il Training Autogeno nella psicoterapia?

https://www.lucanapoli.com/eventi/Il Training Autogeno è una pratica di consapevolezza psico-fisica che lo psicoterapeuta umanista-bioenergetico utilizza in sinergia con altre tecniche in un approccio olistico, in cui le emozioni e il corpo sono imprescindibili in un percorso di cambiamento. Noi siamo il nostro corpo e la nostra mente e ci esprimiamo mediante essi.

In questa prospettiva, il terapeuta ricorre al Training Autogeno per aiutare i pazienti a mettersi in ascolto con loro stessi, anche attraverso l’ascolto del corpo e del linguaggio da esso parlato, un linguaggio fatto di sensazioni, ma anche di dolori, rumori, tensioni e movimenti più o meno volontari. Quando il corpo è contattato e lasciato libero di esprimersi, di farsi ascoltare favorisce il cambiamento che è l’obiettivo chiave della psicoterapia umanistica, soprattutto se ad esso si associa in parallelo il cammino verso l’Autorealizzazione personale.

Alle tecniche di Training Autogeno, ormai assodate nella loro efficacia, viene anche affiancata la pratica della Mindfulness, delle Visualizzazioni, delle Fantasie Guidate per offrire un’ulteriore possibilità all’individuo di contattare se stesso, il proprio corpo nel qui e ora.

 

Mindfulness

La pratica della Mindfulness si è diffusa recentemente in Occidente, nonostante essa affondi le radici in antiche pratiche contemplative buddiste. Negli ultimi tre decenni l’interesse per le pratiche di Mindfulness è aumentato grazie alle numerose pubblicazioni di articoli scientifici riguardanti i benefici di questa pratica: si parla di miglioramenti in termini di salute fisica e mentale, di miglioramenti cognitivi, affettivi e interpersonali.

Su cosa lavora questa tecnica?

Due sono gli elementi alla base della definizione di Mindfulness: l’attenzione focalizzata e non categorizzante verso un focus preciso (il respiro, una persona, un pensiero, etc.) e la consapevolezza nel momento presente, nel qui ed ora; l’atteggiamento di apertura e di accettazione non giudicante nei confronti di ogni esperienza.

In studi recenti le pratiche di Mindfulness sono state messe spesso a confronto con diverse tecniche di rilassamento, tra cui il Training Autogeno, in quanto entrambi in grado di stimolare la Risposta Rilassante.

Mindfulness e Training autogeno possono essere spesso utilizzate insieme e si possono potenziare a vicenda; entrambe, infatti, sono in grado di promuovere il benessere tramite una riduzione dello stress, dell’ansia, della depressione e del dolore fisico (Manzoni et al., 2008, citati in Cotton et al., 2020); consentono al soggetto di mantenere l’attenzione su un focus con atteggiamento aperto; riducono l’ipertensione, infiammazioni e tutte le altre risposte dell’organismo associate allo stress; migliorano la comunicazione tra le aree del cervello coinvolte nell’attenzione e le aree motorie che controllano il movimento volontario dei muscoli.psicosomatica e quarantena

D’altra parte vi sono anche delle divergenze tra le pratiche di Mindfulness e le tecniche di Training Autogeno, riguardanti in particolar modo gli obiettivi: gli interventi di Mindfulness hanno, infatti, come obiettivo il potenziamento della consapevolezza e di un atteggiamento non giudicante che permettono alla persona di tollerare il distress, insegnando l’accettazione di tutti gli eventi interni che costellano il momento presente, mentre le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno, si propongono di produrre la Risposta Rilassante per ridurre direttamente lo stress psicologico e fisiologico, andando a lenire la tensione fisica, insegnando strategie per cambiare gli eventi interni.

L’esperienza dello Studio Napoli arricchisce quindi la sua pratica clinica con strumenti che mettono in luce anche l’importanza della corporeità, come risorsa fondamentale e non più come aspetto secondario in un processo di cambiamento.

Lo Studio Napoli offre percorsi di Training Autogeno e Mindfulness individuali o di gruppo, sulla base della richiesta della persona, valutata in occasione del colloquio conoscitivo.

Il protocollo base, che comprende l’applicazione degli esercizi fondamentali e complementari di Schultz, è di 8 sedute a cadenza settimanale (di 45 minuti se individuali e di 2h se di gruppo), organizzate su tutte le nostre sedi: Pistoia, Montecatini, Firenze e Massa. Durante il corso la persona acquisirà le competenze e gli strumenti necessari per riproporsi autonomamente il protocollo sperimentato e utilizzarlo quindi nei momenti di difficoltà.

I percorsi sono rivolti inoltre a psicologi, medici e altri professionisti interessati ad apprendere la tecnica e riproporla poi in veste di conduttori.

 

Immagini di eventi organizzati dal nostro studio: