Il Giullare – La separazione e i figli

Caro Dottore,
le scrivo in merito ad un momento difficile che coinvolge me, mio figlio e la mia, ormai, ex- famiglia, dal momento stesso in cui due mesi fa io e la mia ex moglie abbiamo deciso di separarci. Fin qui niente di così strano, visto che ad oggi molte coppie con figli decidono di separarsi, se non che il problema è subentrato nel momento in cui abbiamo dovuto organizzare la gestione delle visite con nostro figlio Daniele. Qui sono iniziati i problemi, i litigi, le incomprensioni che troppo spesso hanno portato e portano Daniele a vivere situazioni di forte conflittualità poichè si trova “spedito” dall’uno e dall’altro come un pacco postale, oltre al fatto che ho la sensazione che la madre lo voglia allontanare da me. Mi rendo conto che così non può andare avanti in quanto tutto ciò comporta a tutti forte stress, in particolar modo a Daniele, che sta iniziando a crescere e ad aver bisogno di punti di riferimenti più stabili e chiari. Le chiedo quindi qualche consiglio su come gestire il rapporto con la mia ex moglie e come garantire maggiore serenità a Daniele.
Luigi

Caro Luigi,
Spesso ci riferiamo alla nostra famiglia e/o alle nostre ex famiglie come sistemi che negativamente ci “hanno condizionato”, proponendo la collezione delle cose vecchie da buttare….che abbiamo ereditato dai genitori, dai nonni, dalle ex mogli, dagli ex mariti e via dicendo. Più raramente ci ricordiamo le eredità positive, i bei regali che sicuramente abbiamo ricevuto, ovvero il far riferimento alla nostra famiglia per le risorse che ci ha messo a disposizione piuttosto che ai limiti o ai vincoli.
La riflessione sulla famiglia dovrebbe andare anche in questa direzione, ovvero nel ricercare quegli elementi di positività che possono funzionare da “base sicura” per un ulteriore sviluppo e da strumenti utili per risolvere conflitti, problemi e incomprensioni ancora accesi. I figli che crescono nel conflitto impareranno a litigare; se li si vuol fare crescere nell’amore bisogna imparare ad accogliere le parti buone dell’ex partner che spesso sembrano invisibili perchè rapiti dalla rabbia che proviamo nei suoi confronti. A questo proposito sottolineo come sia fondamentale che i figli non vengano coinvolti nella “spartizione dei beni materiali e immateriali”, che non partecipino e non vengano interpellati in tutti quei momenti che vedono la coppia ridefinire modi e tempi della loro separazione (es. mantenimento, visite). Accade troppo spesso infatti che i figli vengano usati come “strumento” di ricatto morale e/o emotivo, perdendo di vista il principale dovere genitoriale che è quello di proteggerli. L’invito che facciamo a lei e a tutte le persone che si stanno separando e che hanno figli è di non perdere di vista che si separa la coppia marito-moglie e non la coppia genitoriale, che invece rimane impegnata per tutta la vita nel garantire il benessere e la continuità affettiva ai propri figli. Il mio lavoro mi confronta sul fatto che non sempre è semplice ridefinire una relazione in questi termini; spesso può rivelarsi utile rivolgersi a servizi e specialisti competenti, in grado di mediare tra gli interessi individuali, relazionali e genitoriali. In tal senso, trovare un luogo neutro quale gli studi di consulenza e i centri di psicoterapia e mediazione familiare dove poter negoziare modalità e tempi diversi della relazione genitoriale, consente di riprendere possesso delle qualità che ogni genitore possiede e riconoscerle a pieno anche nell’ex partner. Questa può essere la garanzia di un contenitore affettivo sano dove continuare a far cresce i propri figli.

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